Biografia

Andrea Leonardi
Lean (Andrea Leonardi), cresciuto a Roma, vive da molti anni in Valle d’Aosta, terra di adozione, dove svolge attività professionale.
Con il padre, Arcangelo Leonardi (1916 – 1990), pittore e scultore apprezzato anche in campo internazionale, ha appreso la pittura e le tecniche grafiche e cromatiche.
E’ stato co-fondatore di AL2 - Rivista di Arte e Cultura, che in Roma, negli anni sessanta e sino al 1973, ha curato edizioni per arti figurative. Sempre nella capitale, ha gestito una galleria d’arte, una pépinière in quell’epoca, che ebbe ad accogliere autori, nazionali ed esteri, di tendenze contemporanee ed avvertite.
Si dedica alle arti figurative. Sue opere figurano in collezioni private, italiane ed estere, e pubbliche. Ha scritto prefazioni e testi critici di brochure e cataloghi di artisti. Ha curato recensioni per giornali periodici.
Scrive poesie: ha edito, nel 2010, un proprio libro: CERCO – Riflessioni in una seconda vita – Edizioni ERRECIPI – 2010, riproponendosi ancora con la sua seconda silloge di poesie: Una valigia piena di versi – Edizioni testolineditore – Sarre – 2013.
Le mie origini
La valigia è colma. Mi ci seggo sopra, per chiuderla.
Vi ho costretto in un ordine informale le mie fantasie, che non si lasciano confinare: alberi privati del vento spinti verso un cielo infinito; uccelli platinati e fruscii di ali meccaniche; api e cicale variopinte in concerti di ronzii e gracidii; bizzarrie di lampi nelle tenebre; acque marine trasparenti piene di pesci colorati; sabbie di deserti blu rotte da artemisie policrome; profumi ed odori delle erbe tagliate; immagini surrealiste di forme umane; ghiacciai dorati; lampade che oscillano nel vento; sfere di cristallo galleggianti nei laghi; salti felini di pantere bianche; soli e lune in condivisione del cielo.
Vi ho riposto insieme le riflessioni che nascono quando mi abbandono ai ricordi; quando vedo la mia vita come un gomitolo lasciato scendere lungo una scala. Un filo che si svolge, interrotto dai nodi che collegano una speranza avverata con una speranza tradita.
Sempre più spesso guardo quanto del gomitolo rimanga ancora; e corro su e giù per la scala, i gradini due a due.
Le fantasie, i ricordi, i pensieri e le meraviglie sono ora racchiusi, tutti insieme, perché si mescolino e si confondano.
La valigia è di cartone.
Per chiuderla meglio metto intorno uno spago; e lo annodo, come in passato feci.